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Welcome to the official website of Juventus Football Club!

Finalmente apre il sito dedicato alla Juventus Football Club. Un sito moderno, dove si parlerà esclusivamente della Vecchia Signora. Interviste ai calciatori, news in tempo reale, commenti e approfondimenti con i protagonisti della settimana. Dopo la bella partenza e la vittoria sul Milan, gli uomini di Conte(senza i nazionali, ben 6 convocati, impegnati contro la Serbia) stanno preparando la sfida contro il Barcellona, fondamentale per aumentare la leadership nel campionato. Seguite gli allenamenti, il pre partita, e la diretta dal Camp Noua alle 20:45, seguito dal ricco post-partita in video chat qui da noi. Non perdetevi neanche un minuto per seguire gli aggiornamenti sulla squadra. Pagina esclusivamente per il tifoso Juventino DOC. Buona fortuna e forza Juventus!

La Juve fa esplodere i club. 49 in più: +50% tifosi iscritti

TORINO - Quarantanove club nuovi, soci che nei vec­chi club raddoppiano o tri­plicano, quasi quattromila abbonati in tribuna Nord, il periodo di affiliazione prorogato di un mese per fare fronte alle richieste da tutta Italia: il popolo juven­tino ha riscoperto l’amore e si mobilita. Effetto stadio, effetto Conte, effetto Pirlo: sono i fattori che stanno trainando l’entusiasmo so­pito dai due settimi posti. Ora, invece, si respira l’aria fresca delle grandi novità di questa stagione. E così i 40mila associati dei 257 Juventus Club Doc italiani potrebbero sfondare quota 60mila con un balzo in avanti notevole e dietro al quale si intravede tutto l’amore risboc­ciato da giu­gno in poi. 

INIZIATIVE - Perché nei numeri si de­ve leggere anche il fer­mento nella vi­ta dei club, che non solo rag­gruppano i tifosi davanti alla tv, ma organizzano eventi be­nefici, pianificano i pellegrinaggi nel nuovo stadio, vivacizzano blog su Inter­net o organizzano serate con interessantissimi ospi­ti per parlare di Calciopoli, come è accaduto a Forlì di recente, con un dibattito sul 2006 con Nicola Penta e Giampiero Mughini. E se in Toscana c’è lo storico club di Capannori che sfon­da quota 1.000 iscritti ( en­trando nel ristretto club do­ve ci sono il Salento Bian­conero e il Nord-Est Bian­conero), in Romagna c’è l’ultimo nato: lo Juve Club Riccione. Inaugurato il 13 luglio, ha chiuso le iscrizio­ni a quota 307 tessere. « E una cinquantina di persone - racconta il presidente Lui­gi Santi - le abbiamo dovu­te rimandare alla prossima stagione » . Raccoglie la fede juventina di quasi tutta la Riviera adriatica - Riccio­ne, Bellaria, con qualche tifoso anche di San Marino - e di quasi tutte le età: il più giovane ha 7 anni, la più anziana 90. « L’idea di costituire un club - conti­nua il presidente - ci frullava in testa da un po’ di tempo. Il nuovo stadio e l’arrivo in panchina di An­tonio Conte ci hanno dato la spinta decisiva. L’ex ca­pitano ha riacceso la fiam­mella in ognuno di noi: siamo convinti che tornerà a farci esultare come non ci succede dalla conquista del ventinovesimo » .

SCARAMANZIA - In Roma­gna è vietato nominare la parola “ scudetto”, ma l’en­tusiasmo in queste setti­mane ha raggiunto picchi altissimi: « Siamo “ innamo­rati” di Andrea Pirlo. E’ fantastico, forse l’unico ita­liano che sarebbe titolare anche nel Barcellona » . In­fatuazione diffusa in tutta Italia: « E’ la ciliegina della campagna acquisti » , assi­curano dalla Sicilia i ragaz­zi dello Jc Alcamo; « Era dai tempi di Zidane che non vedevamo così tanta classe in mezzo al campo. E’ un ex milanista? No, conta sol­tanto che ora indossa la no­stra maglia » , aggiungono dal Jc di Ruvo di Puglia.

Giaccherini, esami ok. Nessuna lesione muscolare.

TORINO - Buone notizie in casa Juve. Emanuele Giaccherini questa mattina è stato infatti sottoposto ad ecografia che ha escluso lesioni di fibre muscolari. Gli esami hanno evidenziato uno stato infiammatorio edematoso del muscolo ileo-psoas di sinistra che scomparirà nei prossimi giorni con le cure e una ripresa attenta del lavoro. Il giocatore dovrebbe rientrare in gruppo verso la metà della prossima settimana.

Vucinic: «Voglio scrivere la storia con la Juve»

PODGORICA - Uno Stato in fi­brillazione. È la piccola (13.800 chilometri quadrati, come il Tren­tino Alto Adige), giovane (si è af­francata dal “giogo” della Serbia soltanto cinque anni fa), ma com­battiva Repubblica del Montene­gro la cui Nazionale questa notte in un Gradski Stadion gremito si­no all’inverosimile ha la possibi­lità di ipotecare la qualificazione agli Europei 2012 se batterà la potente Inghilterra di Fabio Ca­pello nella sfida clou del Gruppo G. Un evento storico per tutti i montenegrini, molti dei quali si recheranno allo stadio indossan­do la maglia bianconera (o rosa) numero 14 della Juventus, ovve­ro quella del loro capitano e idolo Mirko Vucinic, il talento nato a Niksic 28 anni fa che sta facendo volare la Vecchia Signora in vetta alla classifica della Serie A per i rinnovati sogni tricolori di 14 mi­lioni di tifosi. 

Vucinic, Montengro-Inghilterra è un po’ Davide contro Golia... 

«Se vi piace descriverla così... Però vorrei ricordare che all’an­data a Wembley, giusto un anno fa, finì 0-0, noi colpimmo nel fina­le una traversa con Jovanovic e io non ero neppure in campo perché infortunato... Mica male per esse­re Davide, no?».

Sarete caricati a mille... 

«Certo, perché nel nostro stadio giocheremo in superiorità nume­rica: il pubblico montenegrino è caldissimo e come sempre farà un tifo indiavolato. È davvero il no­stro dodicesimo giocatore».

Un po’ come i tifosi del nuovissi­mo Juventus Stadium...

«Perché no... Nel successo contro il Milan parte di merito va anche ai nostri paladini. Sentire il loro incitamento così da vicino, senza pista di atletica, è sicuramente un vantaggio da tenere in conto per tutta la stagione».

Cos’è cambiato dopo il successo sui campioni d’Italia uscenti?

«Abbiamo assunto maggior con­sapevolezza nei nostri mezzi, l’au­tostima è aumentata, sappiamo che possiamo arrivare lontano. C’è uno spirito vincente che il no­stro allenatore ci sta trasmetten­do. Però attenzione: guai a mon­tarsi la testa perché non abbiamo ancora conquistato niente. I con­ti si fanno sempre alla fine e noi dobbiamo lavorare, lavorare e an­cora lavorare». 

Ha sentito degli elogi del nostro ct Prandelli che ha paragonato Conte a Lippi?

«Sì, e se lo dice lui che pure è sta­to un bianconero, c’è da credergli. La Juve di Lippi era la squadra da battere: noi vogliamo imitar­la ».

Esiste un punto di contatto fra il suo “piccolo” Montenegro e la sua “grande” Juventus?

«Ebbene sì: la filosofia del tutti per uno e uno per tutti. Siamo due gruppi molto uniti, sia a livel­lo di Nazionale che di club : diamo tutto e di più in campo per centra­re la vittoria. Col Montenegro vo­gliamo fare la storia, con la Juve vogliamo rifarla».

Marchisio, l'uomo in più: numeri da fenomeno

TORINO - Tre gol in cinque partite. Tutti allo Juventus Stadium, tutti nella stessa porta (sotto la Curva Nord Scirea). Uno contro il Parma - ininfluente ma spettacolare - e due contro il Milan, decisivi per il successo finale. Claudio Marchisio sta vivendo uno strepitoso inizio di stagione. Il migliore di sempre. Con tre gol all’attivo, il centrocampista torinese è il capocannoniere della squadra di Conte e ha già migliorato l’ottimo avvio del campionato scorso. Come emerge dalle statistiche di Football Data, all’inizio di campionato 2010/11 Marchisio era andato a segno due volte: all’Olimpico contro la Sampdoria alla 2ª giornata (il gol del provvisorio 1-1 di un match finito 3-3) e al Friuli nello 0-4 con l’Udinese alla 3ª (la rete dello 0-3). I tre gol realizzati gli hanno permesso di eguagliare il bottino delle stagioni 2008/09 e 2009/10 e di portarsi a un solo centro del primato personale di quattro stabilito proprio nella passata stagione. 

Dopo i primi due nell’avvio, ne arrivarono due nel girone di ritorno: ancora con l’Udinese all’Olimpico (fantastica rovesciata) e a Palermo. In totale, Marchisio ha realizzato 13 gol in 89 gare di Serie A (l’unica competizione in cui è andato a segno), con una media di 0,15 a partita. Con le due reti di domenica, il Milan e Abbiati sono balzati in testa alle speciali classifiche delle squadre e dei portieri più battuti. Classifiche di cui fino a domenica facevano parte solo l’Udinese, Curci e Handanovic.

Juventus - Milan 2-0. La festa alla fine della partita!

Marchisio tranquillizza: «Distorsione lieve»

BELGRADO - Arriva zoppicando nella mixed zone ma Claudio Marchisio tranquillizza tutti: «Sto bene, ho subito solo una piccola distorsione ma la caviglia non si è neanche gonfiata». Il centrocampista azzurro è radioso per la prima rete in maglia azzurra: «Un gol che stavo cercando da un po' e sono contento che sia arrivato proprio stasera in uno stadio non semplice. Questa Nazionale dimostra sempre di fare bene». Il gioiello della Juve ci tiene a precisare che il gol «l'ho fatto con l'interno e non di punta anche se ho tratto tutti in inganno, anche i miei compagni di squadra». Il suo momento di forma è magnifico: «Sto bene, al di là dei gol che sto facendo. Fisicamente sono al top e per me questo è un momento da incorniciare», ha detto ai microfoni di Rai Sport.

Buffon: «La Juve deve scollinare Calciopoli»

FIRENZE - C'è un fantasma che continua ad aggirarsi sul calcio italiano. E per chiudere definitivamente la la pagina di Calciopoli, almeno sul campo, un ritorno a pieno titolo della Juve sarebbe perfino più funzionale dello stop a qualsiasi errore arbitrale. "Le polemiche dopo Inter-Napoli sono state esagerate, ma a caldo non è facile edulcorare toni e parole: meno male che il giorno dopo lo ha fatto Moratti, con signorilita", dice Gigi Buffon, pensando a come l'errore di Rocchi aveva riaperto gli armadi dello scudetto 2006. 

Otto mesi dopo il suo appello inascoltato ("basta calciopoli, voglio guardare al futuro"), Buffon resta convinto che spetti alla Vecchia Signora far dimenticare le macerie del dopo scandalo. Ma avverte, la nuova Juve "non ha ancora scollinato". "Gran partita contro il Milan, d'accordo, ma alla fine cosa ci resta? Solo i tre punti, e in più un'iniezione di fiducia. Però se non giochiamo sempre così, restiamo una buona squadra senza fare il salto di qualità". Convinto ancora che il Milan sia il favorito numero 1, non appena "recupererà gli infortunati", e che con lui ci sarà anche l'Inter, a Buffon non bastano i paragoni col passato: "Sì, Conte ricorda molto il primo Lippi. Le analogie sono tante. Era uno di personalità da capitano, in panchina ha perfino esaltato le sue caratteristiche". Nè confortano le esplosioni di Marchisio ("mai stato così decisivo come quest'anno") o il vantaggio di non aver le coppe ("non credevo incidesse tanto, ma con una settimana di preparazione 'pulità arrivi sempre al top"): la Juve, come l'Italia, deve arrivare fino in fondo per Buffon. "Guardate il caso di Chiellini: è stato criticato al primo errore - fa notare il portiere - Noi italiani siamo volubili, cambiamo idea ogni due ore e senza valutare. Guardiamo più ai demeriti che ai meriti. È anche il caso di Abbiati, una stagione alla grande e un errore contro di noi, per altro ininfluente, e si parla di crisi. Per i portieri poi - conclude - è una legge matematica, sconfitta uguale colpa. Ma chi l'ha scritta? Me lo chiedevo anche io, quando piovevano critiche". Oggi almeno in azzurro e almeno sul piano personale la svolta positiva è arrivata. "Però - conferma Buffon - anche con l'Italia vogliamo confermare che il progetto sta prendendo forma. Tempo per cambiare Prandelli non ne ha e la strada intrapresa è giusta, anche se come allenatore non uno ha dogmi: semmai ha il merito di averci messo in campo facendoci sentire sempre tutelati, tutti nelle posizioni giuste". Così, assicura il capitano azzurro, si può affrontare senza paura anche la trasferta di Belgrado. "Non ho particolari timori per l'ordine pubblico - sostiene Buffon - All'andata non fu solo violenza, ma un preciso disegno politico degli ultrà serbi. A Belgrado sarà complicato a prescindere, e dunque un bel test di personalità per noi". Mai pensare che i fantasmi siano spariti

Conte mette sotto la Juve. Due sedute verso il Barcellona

TORINO - Due sedute per curare ogni aspetto della preparazione, nella prima giornata di lavoro della settimana che porterà alla sfida di Barcellona : alla ripresa Conte non tralascia nulla e, dopo la sessione esclusivamente atletica del mattino, nel pomeriggio cura la tecnica, facendo lavorare i bianconeri con il pallone per tutta la durata della seduta. Il gruppo ha sostenuto prima un torello particolare, dividendosi in tre squadre con una di queste, a turno, impegnata contro le altre due nel recupero palla. È stata poi la volta della partitella, giocata a campo ridotto con le "sponde": due giocatori per ogni squadra agivano sulla linea laterale potendo toccare il pallone solo di prima a beneficio dei compagni. Infine le squadre si sono affrontate su metà campo, alternandosi nella fase di possesso e di non possesso palla. Domani si torna ad un’unica seduta, con l’inizio dei lavori fissato alle 15.00.

Italia, Prandelli esalta Pirlo: «Nessuno come lui»

PESCARA - Paolo Maldini premiato, con altri tre azzurri, per avere superato le 100 presenze in Nazionale. Il riconoscimento all'ex capitano azzurro Dino Zoff, Fabio Cannavaro e a Gigi Buffon sarà consegnato questa sera prima di Italia-Irlanda del Nord, dal presidente Figc Abete. Ma il riconoscimento vero potrebbe essere anche un altro. "Maldini nel club Italia? Magari...", ha detto il Ct azzurro Cesare Prandelli, nella consueta intervista pre-partita a Rai Sport, nell'ambito dell'accordo di esclusiva tra Federcalcio e Tv pubblica. "Una persona come Maldini - ha aggiunto Prandelli - porterebbe esperienza, personalità e serietà. Campioni come lui ma anche Cannavaro, hanno dato alla Nazionale non solo vittorie ma un'immagine vincente. Lui è un simbolo dell'Italia nel mondo". 

GLI ERRORI DI CASSANO 
- Da un simbolo del passato a un 'discolo del presente': "Il presidente Abete dice che non saranno più tollerati errori di Cassano? Sono perfettamente d'accordo con lui", ha aggiunto il Ct, che ha poi parlato anche dell'idillio che circonda la Nazionale e del calore dei 3 mila tifosi che hanno seguito ieri l'allenamento azzurro. "Non sono un ingenuo, e non vivo sulle nuvole. Sono molto vigile perchè so che basta un passo falso per distruggere tutto. Però l'operazione simpatia era uno dei nostri obiettivi, e crediamo di averlo raggiunto. È molto bello avvertire tanto calore attorno alla Nazionale". 

L'IMPORTANZA DI PIRLO 
- Infine l'importanza di Pirlo per questa Italia. "Sarebbe molto difficile rinunciare ad un giocatore come Andrea - conclude Prandelli - nessuno come lui detta i tempi di gioco e ha una dote che pochi considerano: dà serenità alla manovra e tranquillità a tutti i compagni di squadra".

Juve, Conte aspetta Marchisio e teme il Barcellona

TORINO - Il brividino venerdì scorso, il sospiro di sollievo oggi, ma non è ancora scongiurato il forfait di Marchisio, a causa della distorsione alla caviglia accusata a Belgrado con la Nazionale. Antonio Conte riparte di qui per preparare la settimana fondamentale di Chievo-Juventus, perchè rappresenta il test più delicato, quello per la conferma. La prestazione brillantissima del centrocampista bianconero con la maglia azzurra ne ha riproposto non solo la maturazione tecnica, ma anche la forma strepitosa. Logico, quindi, che il tecnico lo consideri uomo-chiave. Ma il resto della squadra è chiamato a ribadire la propria forza, dimostrando che la magica serata del Milan non era solo frutto di un tasso di adrenalina molto alto. La Juventus ha patito a Catania e si teme proprio questo, che il ritmo alto dell'avversario meno attrezzato, e quindi costretto a correre di più, condizioni la costruzione del gioco juventino.

LA FORMA - L'uomo faro è Andrea Pirlo, al centro, come tutti gli altri juventini azzurri, di una polemichetta sotterranea: perchè impiegarli tutti anche in un match (Irlanda del Nord) inutile? I bianconeri, oltretutto, aspettano due uomini da oltreoceano, i cileni Vidal e Estigarribia, che saranno costretti a lunghi viaggi. La distorsione di Marchisio si è rivelata poca cosa e il centrocampista potrebbe già essere in campo domani, anche se, curiosamente, Antonio Conte tifa contro, sperando che non venga utilizzato. Però Cesare Prandelli gli è venuto incontro quando ha schierato Chiellini terzino, confermando la difesa bianconera contro il Milan: il livornese ha di nuovo convinto e adesso il tecnico bianconero è in dubbio se continuare su questa strada oppure rimetterlo in mezzo al posto di Bonucci, che anche in una serata felice come quella di Belgrado, ha commesso non pochi errori. La Juve anti-Chievo passa anche per la tentazione di Conte di tornare alle due punte: non tanto perchè non si sia rivelato efficace il 4-1-4-1, ma perchè Vucinic da solo spende troppe energie. Il tecnico ritroverà la maggioranza dei giocatori mercoledì, mentre i sudamericani si aggregheranno più tardi: anche senza coppe europee, quindi, le settimane bianconere sono faticose, almeno di sicuro per Antonio Conte, che si trova di fronte alla impossibilità di preparare le partite come vorrebbe, cioè per almeno cinque giorni.